Lo yoga non è per tutti

Praticare yoga è qualcosa che tutti possono fare. Con la guida giusta, la pratica si adatta a ogni corpo e a ogni fase della vita: non serve essere già in forma, giovani, o avere una particolare predisposizione fisica per cominciare.

Questo significa che lo yoga è per tutti? Non necessariamente.

Un equivoco da togliere di mezzo

Prima di arrivare ai motivi veri, ce n'è uno che sento spesso e che non è un motivo valido: "non posso fare yoga, sono troppo rigido". Capisco da dove nasce, gran parte delle immagini che circolano intorno allo yoga mostrano corpi già estremamente mobili, e viene naturale pensare che sia un prerequisito. Non lo è. La flessibilità richiesta dalla pratica non è quella delle articolazioni, è quella mentale: la disponibilità a stare in una posizione che non riesce, a osservare cosa succede senza doverlo subito correggere, a tornare a lezione anche senza aver "risolto" nulla. Chi arriva rigido di corpo non è affatto svantaggiato rispetto a chi arriva già elastico. Semplicemente lavora su aspetti diversi, e da principiante è spesso in una posizione più sicura: non potendo forzare un'articolazione oltre un certo punto, difficilmente si spinge dove non dovrebbe. Chi invece è naturalmente molto flessibile, o addirittura ipermobile, rischia di più proprio all'inizio, perché il corpo permette di arrivare in profondità in una posizione senza che ci sia il controllo muscolare adeguato a sostenerla. Non è quindi vero che la rigidità sia uno svantaggio: da principiante, semmai, è il contrario.

Detto questo, ci sono motivi che invece contano davvero.

Se l'idea non vi piace, punto

Se un amico, un conoscente, o addirittura un medico o un professionista sanitario vi consiglia di fare yoga, ma l'idea non vi piace o vi fa storcere il naso, non fatelo. Non è un obbligo, e non c'è nulla che lo yoga risolva che non si possa affrontare in altro modo.

Se cercate una soluzione a un problema specifico

Capita spesso che ci si avvicini allo yoga per un problema preciso: il mal di schiena, una gravidanza, un periodo di forte stress. È un motivo legittimo, e in molti casi lo yoga può davvero aiutare. Ma chi lo vive solo come funzionale a quel problema, o a quella fase, rischia di restarne deluso: se il mal di schiena migliora, o la gravidanza finisce, non c'è più motivo di continuare, e la pratica smette di avere senso. Lo yoga non è una terapia mirata a un sintomo. È una base che accompagna, per chi lo sceglie, le diverse fasi della vita, comprese quelle in cui non c'è nessun problema specifico da risolvere.

Se non vi trovate bene nell'introspezione

Alcune persone, per come sono fatte, semplicemente non si trovano bene in una pratica che per sua natura è introspettiva e chiede di restare esposti, anche in silenzio, anche senza distrazioni. Non è un limite né un difetto: è che lo yoga chiede di stare fermi con quello che c'è, e a qualcuno questo tipo di attenzione non interessa, o non serve, o nel tempo libero preferisce semplicemente altro, attività più sociali, più esterne, meno rivolte verso l'interno. Va benissimo così. Non è un giudizio sulla persona, è solo il riconoscere che non tutte le pratiche sono funzionali per tutti, e forzarsi non porta a nulla di buono.

Prima di decidere che non fa per voi

Se siete curiosi di provare ma la prima esperienza non vi ha convinto, non fermatevi lì. Ogni insegnante ha un proprio stile, un proprio modo di condurre la lezione, una propria voce. Continuando a cercare potreste trovare la persona giusta per voi, o scoprire, con altrettanta chiarezza, che semplicemente non fa per voi. Anche questa è un'informazione utile.

Quindi no, lo yoga non è per tutti. È per chi ha voglia di farlo.

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